Galleria d'arte Moderna Carlo Rizzarda

Biografia Liana Bortolon

Liana Bortolon

Liana Bortolon non è nuova ad atti di generosità poiché in passato ha già donato la propria biblioteca d'arte, composta da oltre 3000 volumi, alla biblioteca dell'Università Cattolica di Milano

Nel 2006 la giornalista e critico d'arte d'origine feltrina Liana Bortolon donò alla città natale 90 opere appartenenti alla sua collezione d'arte contemporanea. Il 24 marzo 2007 ci fu il vernissage della mostra, completa di catalogo, che proponeva una selezione della raccolta. L'evento venne presentato al Circolo della Stampa di Milano il 26 marzo 2007.

Un'ampia sala all'ultimo piano della Galleria d'Arte Moderna Carlo Rizzarda, inaugurata l'8 agosto 2009, è stata adibita ad ospitare permanentemente tale collezione.


Nel 1946 Liana Bortolon lasciò definitivamente Feltre, dove nacque nel 1923, per trasferirsi a Milano dove ha lavorato, prima, nella casa editrice dell’Università Cattolica, a fianco di padre Agostino Gemelli, e, poi, dal 1959 al 1993, nel settimanale “Grazia”, sotto la direzione di Nando Sampietro e Renato Olivieri e, in seguito, di Andreina e Carla Vanni.

Si è impegnata come giornalista e critico d’arte divenendo un caso per quell’epoca. In trent’anni di attività ha messo assieme una significativa raccolta d’arte costituita da opere ricevute come cadeau per pubblicazioni e articoli, come gentile omaggio per le festività, a suggello di una duratura amicizia, oppure frutto di fortunate occasioni d’acquisto o di azzeccate scelte personali

La sala

Sala Bortolon

La munifica donazione ha ampliato l'interesse del museo nella direzione della contemporaneità. Vi sono infatti rappresentati quasi tutti i movimenti e le correnti che hanno improntato il ‘900 con una prevalenza del figurativo sull’astratto: dalla scuola veneta ancora legata all’accademia di Alessandro Milesi, all’Art Déco delle piastrelle di Gio Ponti per Richard Ginori, passando per il Futurismo fatto di caleidoscopiche frammentazioni di Gino Severini.
Si spazia dalla tarda Scuola Romana di Carlo Quaglia, agli influssi della Pop Art ancora percepibili nei cromatismi di Ugo Nespolo e Joe Tilson, complicati per quest’ultimo da simboli e segni atemporali attraverso i quali viene rappresentato il “sacro in natura”. Fausto Pirandello ritrae una carnalità in disfacimento interpretata autonomamente con una matrice espressionistica, mentre i paesaggi imbevuti di variazioni atmosferiche e di luce di Vincenzo Nucci richiamano l’impressionismo.

Sala BortolonCi sono i differenti astrattismi: l’eleganza calligrafica della tempera Pietra arcaica di Mario Sironi, le allusioni ai paesaggi brulli e alle doline del Carso nella xilografia di Luigi Spačal, la potenza materica della piccola Natura morta di Carlo Mattioli, il Cavallone di Hsiao Chin, che attinge al tempo stesso al dripping dell’Action Painting e grafismi orientali alla Hokusai. Con Valentino Vago il quadro, come reazione al concettualismo, torna ad essere spazio della pittura, “spazio di formazione e di permanenza percettiva dell’immagine”. C’è l’informale naturalistico di Bruno Cassinari caratterizzato da una “visionarietà lirica” ispirata da ll&rsquo ;incontro sensuale ed emotivo con la realtà ed espresso con un colore spesso, di matrice lombarda. Un colore denso, steso con pennellate grasse, contraddistingue anche i Girasoli di Ennio Morlotti, appartenente alla fase delle visioni ravvicinate, da “insetto nell’erba”, della campagna di Imbersago.

La collezione Bortolon comprende una rilevante selezione di opere di grafica tra cui l’acquaforte di Marc Chagall dalle Anime morte di Gogol e i lavori della “inciditrice” Federica Galli. Le opere di Massimo Campigli sono caratterizzate da una particolare attenzione alle forme femminili e da una stilizzazione ispirata dall’arte etrusca e cicladica. Graziella Marchi con il suo “realismo immaginario” fa diventare enorme il piccolo temperamatite, mentre Gaetano Tranchino mostra il possibile/assurdo della sua realtà parallela onirica.

Wanda Broggi effigia Liana Bortolon come un’elegante dama ispirata a Tamara de Lempicka, mentre Franco Pedrina interpreta il classico ritratto a mezzo busto con il suo personalissimo modo di distillare il colore, raschiando l’olio dalla tela. La tempera di Fiorenzo Tomea coglie un paesaggio niveo montano e Orfeo Tamburi immortala una veduta parigina improntata a mondana eleganza.

Sala BortolonLa scultura è rappresentata da Giancarlo Marchese con un’opera in vetro. Altri scultori si esprimono con la grafica: Floriano Bodini con la litografia Colomba, soggetto ricorrente anche nelle opere plastiche, ed Emilio Greco con un disegno a china che sottolinea il suo culto dell’immagine muliebre. Tra le istantanee biografiche, la china acquerellata del celebre disegnatore satirico Giuseppe Novello ne documenta la permanenza bellica in Russia del 1944.


L’arte decorativa infine è rappresentata dalle due piastrelle disegnate da Gio Ponti per Richard Ginori, dalla brocca e dal piatto di Pablo Picasso realizzate nella fabbrica Madoura di Vallauris. Assieme alla collezione Liana Bortolon ha donato alla Galleria un ricco archivio personale composto da lettere, documenti, foto, cartoline, articoli di riviste, cataloghi con sue prefazioni che costituiscono un insostituibile strumento di studio per l'arte del '900 e l'attività professionale della giornalista tesa alla divulgazione di una materia riservata di norma a un'élite.


Liana Bortolon con la sua donazione si prefigge di favorire la conoscenza dell'arte, soprattutto tra i giovani, e di instillare l'amore per il bello che ha contraddistinto e ancora oggi accompagna la sua vita.

Le opere

Pablo Picasso, Visage de femmeMassimo Campigli, TeatroGio Ponti, Due piastrelle Richard GinoriVincenzo Nucci , Antico casolare con palma

Sassu CorridaMassimo Campigli, Idoli, litografiaRenato Balsamo , L'isola Vincenzo Nucci , Antico casolare con palma

Marc Chagall, Tavola dalle Anime morte di GogolChiara Luraghi, PaesaggioJosÚ Ortega , Mietitori Enzo Bellini , Natura morta in un interno

Galleria d'Arte Moderna "Carlo Rizzarda" Via Paradiso 8 - 32032 FELTRE